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Un prisma e un grandangolo

Un prisma di Newton, una scatola e un obiettivo grandangolare bastano per divertirsi con la luce del sole. La velocità della luce varia a seconda della lunghezza d’onda. Quando la luce attraversa un mezzo denso, come il prisma di vetro cambia la sua velocità. Pertanto, l’angolo di rifrazione della luce varia a seconda della lunghezza d’onda. L’angolo di rifrazione è più alto nelle alte frequenze, (blu e viola) è più basso nelle basse frequenze (rosso e arancione)Per questa ragione si forma un ventaglio di colori dal rosso al viola chiamato spettro (dal latino spectrum – apparizione). In conclusione, nella dispersione della luce i raggi sono deviati con un angolo differente a seconda della lunghezza d’onda. Tutto questo fu scoperto da Newton nel 1665, e non solo, quel geniaccio di Newton scopri che era possibile ricomporre i colori in luce bianca con un secondo prisma rovesciato, dimostrando che la scomposizione della luce è un fenomeno fisico reversibile. Una curiosità: Il prisma a base triangolare è il soggetto della copertina dell’album The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd. Tuttavia nella figura è mostrato il raggio di luce che rimane bianco dopo la prima rifrazione all’interno del prisma. Questo non è esatto perché la differenza nella velocità dei diversi colori della luce dovrebbe causare una dispersione e mostrare lo spettro anche nella prima rifrazione.

Fiori a lunga esposizione

Per fare questa foto (cliccare sull’immagine per aprirla) è stato usato un’obiettivo 200mm, la particolarità sta nel fatto che davanti all’obiettivo è stato inserito un filtro nd500 che aumenta il tempo di esposizione di 9 volte.

Il tempo di esposizione quindi si è allungato fino a 5 secondi. Durante questi 5 secondi le piante poste come sfondo venivano mosse a destra e sinistra per creare un’effetto pennellata. I fiori in primo piano devono rimanere fermi per 5 secondi, quindi bisogna proteggerli con dei pannelli anche se può sembrare che non ci sia vento. In questo tipo di foto il diaframma ha un’importanza secondaria perché comunque lo sfondo verrà mosso e sfocato.

Gocce d’acqua sui fiori

Qual è la cosa più difficile da fare? Trovare la goccia d’acqua proprio dove vogliamo noi. Missione quasi impossibile, allora ci dobbiamo attrezzare con una siringa normale e uno spruzzino con acqua. A questo punto abbiamo due cose da fare. Primo spruzzare leggermente il fiore con acqua nebulizzata, e poi impazzire per sistemare la nostra goccia o le nostre gocce dove vogliamo. L’obiettivo che è stato usato, per la foto che vedete in copertina dell’articolo, è un 100mm macro per poterci avvicinare molto e far vedere il fiore posto in secondo piano, proprio dentro la goccia d’acqua. Una delle difficoltà è trovare appunto la situazione ideale, mentre la seconda è che se siamo all’aria aperta ci sarà sempre un po’ di vento che ci disturberà sia per la sistemazione della goccia e sia perché potrebbe muovere i petali del fiore, quindi stiamo attenti al mosso e cerchiamo un tempo di scatto ideale. Una volta fatta la foto è sempre meglio rivederla sul monitor a grandezza massima per trovare eventuali errori.

Se invece siamo in un posto chiuso magari sfruttando dei fiori che abbiamo sul balcone, diventa tutto più semplice, (mi raccomando di non strappare fiori nei boschi per portarli a casa) ma non semplicissimo perché anche dobbiamo stare attenti. Prima di tutto ricordate sempre che le gocce d’acqua riflettono tutto quello che c’é intorno a noi, quindi se potete usate dei pannelli anche di polistirolo per chiudere il set, molto meglio se avete un cubo per still life. Senza fretta sistemare prima di tutto il set nel miglior modo possibile, a questo punto abbiamo tutto il tempo per fare prove e sistemare magari una o due fonti di illuminazione.

Foto di Giancarlo Neccia

Riflessa nelle gocce

Scatto singolo con canon 100mm f2,8

Rifrazione

È il fenomeno della rifrazione. La goccia d’acqua si comporta come una lente che, come sappiamo, riflette la scena alle sue spalle rovesciandola e distorcendola.
Scatto singolo – Foto: Giancarlo Neccia

Macro a mano libera

Macro a mano libera con obiettivo Canon 100mm 2,8 is

Foto: Giancarlo Neccia

Macro

Foto scattata con obiettivo macro 100mm f2,8 a mano libera

Foto: Giancarlo Neccia

Tecla del rovo

Tecla del roco sul fiore del biancospino. Con canon 7dm2 – marco 100/2.8 is a mano libera

Fiocchi di neve

Fiore di cristallo di ghiaccio su fiocco di neve

Foto: Giancarlo Neccia con obiettivo macro canon 100mm f/2.8

Dal Capanno

Dal capanno fotografico in zona Villamagna (Fr)

Frosone maschio